Monography

L'Editore al Lettore
Gianni Baggi formalizza, con questo volume, il suo definitivo distacco dal mestiere di fotografo professionista, per ricondurre il fine del suo lavoro esclusivamente a quello della ricerca estetica.
Otr non ha alcun significato: è il suono che lo accompagna nel difficile cammino verso la poiesi, l’onda che diventa mantra impazzito e identità del suo essere artista.
Ecco Gianni Otr: artista di rara sensibilità estetica che si muove attraverso un continuo gioco di rimandi fra l'interiorità e l’esteriorità, in un mondo dove la bellezza delle immagini incede verso la necessità di trovare una corrispondenza fra il dentro e il fuori delle cose, un'unità nella dicotomia del creato.
Otr congela le illusioni della realtà e le svela allo spettatore sotto forma di opera compiuta, di espressione d'arte.
Un'arte fatta di contaminazioni visive che l'artista esercita e subisce con la stessa naturalezza con cui si pone davanti all'obbiettivo. In una continua e incessante speculazione fra gli specchi ed i riflessi.


Gianni Baggi formalises, with this book, his final separation from the professional photographer job, in order to trace the goal of his work back exclusively to the one of an aesthetic pursuit. Otr has no meaning: it is the sound that accompanies him along the difficult path towards poiesis, the wave that becomes crazy mantra and the identity of his being an artist.
Here is Gianni Otr: an artist of uncommon aesthetic sensitivity that moves through a continuous game of cross-references between inwardness and outwardness, in a world where the beauty of images proceeds towards the necessity to find a correspondence between what is inside and what is outside of things, a unity in the dichotomy of Creation.
Otr freezes the illusions of reality and unveils them for the viewer in the form of accomplished work,of art expression.
A kind of art made up of visual contaminations that the artist exercises and endures with the same naturalness he places himself in front of the lens with.
In a continuous and ceaseless speculation between mirrors and reflections.


Gianni Otr ILLUSIONS
a cura di/ cured by Gino Fienga
traduzione/ translation Luca Zappa
first published in Italy in 2013 by
con-fine edizioni d’Arte&Cultura via Garibaldi, 48 – 40063 Monghidoro (BO) – Italy tel. +39 051 655 5000 – fax +39 051 054 4561 www.con-fine.com - This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
ISBN 978-88-96427-50-7
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Printed and bound in Italy. Prima edizione Febbraio 2013/ First Edition February 2012.


LE ILLUSIONI DELLA VERITA' -THE ILLUSIONS OF TRUTH Gino Fienga
Il riflesso come strumento di lavoro, come mezzo per trascendere il reale: la ricerca di Gianni Baggi parte da questo assunto e si impone all'attenzione critica non solo per la sua originalità, ma per la continuità e l'intensità di questo percorso che lo conduce lontano dalla mera volontà di rappresentazione della realtà, verso un astrattismo estetico che pone certo le sue basi nell'indagine della natura, ma che raggiunge, tuttavia, risultati assolutamente extra-naturali, quasi spaziali.
La fotografia di Gianni Baggi si allontana non solo dalla tradizione per ciò che concerne il risultato, ma si muove su meccaniche differenti anche nell'uso del mezzo: la macchina fotografica non è più la sola e indiscussa protagonista grazie alla quale è possibile congelare il momento; l'opera si fonda su di un nuovo e inscindibile binomio fatto dal medium stesso e dai Mirrotr - le installazioni di specchi create dallo stesso fotografo - che, oltre ad essere opere compiute in se stesse, vengono rimesse in gioco per diventare parte integrante di un nuovo processo creativo che porta alla creazione delle Illusions.

La realtà viene scomposta, spezzettata e frantumata dalla teoria di specchi che compongono queste sculture riflettenti e viene catturata dall'obbiettivo creando un linguaggio personale e riconoscibile che si evolve e si caratterizza scatto dopo scatto, serie dopo serie, maturando in una sorta di costante ed efficace autoapprendimento.
Auto-apprendimento che, sfociando spesso in una rigorosa auto-analisi, porta l'artista ad una continua e ossessiva verifica delle proprie emozioni, scavando nella propria introversione caratteriale per poi lasciarle emergere ed esplodere in maniera imprevedibile attraverso il gesto artistico.
Otr. è con questo suono di mantra impazzito che Gianni ha scelto di dare un nome al suo io poetico, prendendo le distanze da un passato professionale che ormai è per lui quasi un alter ego lungi da sé.
Gli anni di lavoro con la fotografia però gli hanno lasciato quella solida impostazione tecnica su cui poggia e si fonda il nuovo percorso artistico: teoria e pratica al servizio della libertà creativa, in un assoluta padronanza della téchne, ovvero di quel campionario di norme e regole che permettono all'artista di controllare completamente il processo creativo, lasciando poco o niente al caso. Parafrasando Antiseri, la tecnica non è la figlia stupida dell'arte. La ricerca trova nella tecnica strumenti di controllo delle teorie prodotte... Il tecnico è colui che sa e spesso sa anche come. Ma è l'artista che sa perché. Gianni Otr sa perché; conosce i segreti della fotografia e li impasta con quelli dell'anima per raccontarci la natura attraverso il suo linguaggio caleidoscopico fatto di infiniti e simmetrici geometrismi che diventano, talvolta, amorfie cromatiche pronte a richiamare lo spazio fantastico della poesia pura, in un gioco di rimandi e contaminazioni fra il presente il passato ed il futuro della poiesi artistica.
Una rappresentazione illusionistica della concretezza della realtà, un viaggio fra le sfaccettature di un quotidiano che possiamo - grazie allo specchio dell'artista - guardare finalmente in una maniera diversa, forse vera.

Reflection as a work tool, as a way to transcend reality: Giannia Baggi's research starts from this assumption and imposes itself to the critics' attention not just for its originality, but for the continuity and intensity of this course that leads far from the mere will to represent reality, towards an aesthetic abstractionism that surely puts its bases on the investigation of nature, but that however gets to results which are absolutely extra-natural, almost space-like.
Gianni Baggi's photography departs not only from tradition regarding what applies to the result, but moves on different mechanics also in the medium's usage: not anymore is the camera the only and undisputed protagonist by which it is possible to freeze the moment; the work is grounded on a new and inseparable pair created by the medium itself and by the Mirrotr - installations made of mirrors created by the photographer himself - that, aside from being accomplished works themselves, are put into the game once again in order to become part of a new creative process that leads to the creation of Illusions. Reality is broken up, decomposed and smashed by the theory of mirrors that compose these reflective sculptures and is then captured by the lens creating a personal and recognisable language that evolves and characterises itself click by click, series by series, ripening in a sort of constant and effettive self-learning.
A self-learning that, often flowing into a rigorous self-analysis, takes the artist to a continuous and obsessive check of his emotions, digging into his own temperamental introversion and then letting those emotions emerge and explode in a unpredictable way through the artistic gesture.
Otr. it is with this sound of crazy mantra that Gianni decided to name his poetic self, distancing himself from a professional past that is now almost an alter ego far from him. The years spent working with photography have however left that solid technical setting on which the new artistic course is grounded and was founded: theory and practice servicing the creative freedom, in an absolute mastery of the téchne, i.e. that collection of rules and principles that allow the artist to completely control the creative process, leaving little if nothing to chance. Paraphrasing Antiseri, technique is not art's stupid daughter. Research finds into technique instruments to control the produced theories... The technician is the one that knows and oftentimes also knows how. But it is the artist that knows why.
Gianni Otr knows why; he knows the secrets of photography and he mixes them with the ones of the soul in order to tell us nature through its kaleidoscopic language made of infinite and symmetric geometrisms that sometimes become chromatic amorphias ready to remind the fantastical space of pure poetry, in a game of references and contaminations between present, past and future of artistic poiesis.
An illusionistic representation of the concreteness of reality, a journey between the faces of everyday life that we can finally look - thanks to the artist's mirror - in a different, maybe true, way.


Ciò che è stato,
il perché sia successo,
quale percorso abbia seguito, e con quale criterio abbia continuato a fotografare non credo sia così importante.
Il fatto sorprendente è che, dopo tutti questi anni di lavoro e di dedizione per la fotografia,
fotografare mi diverte ancora molto.
Per divertimento intendo il gusto che trovo nel trasformare in immagini le immagini.
Ma, non solo: anche mutare le immagini in oggetti diventa una bella ragione di ricerca.
Consapevole che in questo divertimento la fotografia potrebbe finalmente divenire arte contemporanea.
La metamorfosi è in atto.

What had been,
the reason why it happened,
which path I had taken and which I had followed in order to keep taking pictures, I do not think it would be that important,
taking pictures stili amuses me a lot.
When I say amusement I mean the faste I get in transforming images info images.
And not only that: also changing images into objects becomes a leitmotif to research.
Being conscious that in this amusement photography could finally become contemporary art.
The metamorphosis is at work.


Gianni Otr Scritti  - inediti unpublished writings
ALLO SPECCHIO AT THE MIRROR Gianni Otr

Quando le immagini tradizionali vengono stravolte in immagini, spezzate ed astratte, significa che la ricerca dell'aurore è passata attraverso l'arte contemporanea.
Nel mio caso la fotografia arriva con un gioco rocambolesco attraverso specchi/lenti tra luce e fotocamera.
Chiedo scusa agli appassionati, ma aborro l'uso delle tecniche informatiche. Attraverso questa ricerca credo di aver compiuto un percorso concettuale che tramite l'illusione ottica conduce all'astrazione. Oltre all'immagine ottenuta, rimangono le installazioni riflettenti che posso modificare in funzione dei nuovi progetti: ne possiedo una bella collezione che mi ricorda il design e la scultura.
Il motivo assoluto che mi porta a questi risultati è il gioco alchemico per "fuggire dalla realtà" e ritrovare un po' di poesia.
L'illusione ottica mi fa riflettere sulla relatività dell'essere, lo specchio rimane il mezzo più subdolo e quindi il più adatto.
Elenco alcune attenzioni a riguardo:
*La potenzialità dello specchio sembrerebbe
precisa e concreta, ma allo stesso tempo si rivela
ingannevole.
*Lo specchio "tradisce l'aspetto dell'oggetto
riflesso.”
*Lo specchio funziona solo con l'intervento
della luce che fa riflettere le immagini sulla sua
superficie.
*Lo specchio al buio non funziona.
*Lo specchio riflette immagini alla rovescia,
ovvero speculari.
*Lo specchio ribalta ingannevolmente il nostro
compiacimento narcisistico.
*Lo specchio induce l'oggetto ad una vicinanza
irreale.
*E così via ....................................................
L'equilibrio sta nell'esserne coscienti.
Il gioco è finito.
La poesia concreta resta.
Basta mantenere sempre e comunque la propria presenza e consapevolezza.

When traditional images are distorted into broken and abstract images, it means that the artist's research has passed across contemporary art. In my case photography comes to me as a daring game through mirrors/lenses between light and camera.
I apologise to the enthusiasts, but I detest using computer techniques.
Through this research I believe I made a conceptual path that via the optical illusion leads to abstraction.
Besides the achieved image, reflective installations remain, installations that I can modify according to new projects: I have quite a collection of them that reminds me of design and sculpture.
The absolute reason that takes me to these results is the alchemical game to "escape reality" and rediscover a bit of poetry.
Optical illusion makes me think about the relativity of being, the mirror is then the most subtle medium and therefore the most suitable one.
I will now list a few details about that:
*The mirror's potential would seem precise and
concrete, but at the same time looks as being
misleading.
*The mirror "betrays the appearance of the re-
flected object".
*The mirror only works in the presence of light
which reflects images on the surface.
*The mirror does not work in the dark.
*The mirror reflects images upside down, i.e.
in reverse.
*The mirror misleadingly reverses our narcissistic complacency.
*The mirror brings the objects to an unreal closeness.
*And so on ....................................................
The balance is in being conscious about that.
The game is over. Concrete poetry remains.
Simply keeping our own presence and awareness always and anyway.


ARTE CONTEMPORANEA E FOTOGRAFIA: COMPONENTI IMPORTANTI DELLA MIA ESISTENZA.
CONTEMPORANY ART AND PHOTOGRAPHY: IMPORTANT ELEMENT OF MY EXISTENCE.

Gianni Otr

La ricerca visiva ed estetica non sono le mie uniche guide al "lavoro artistico". Il vero autore del mio errato percorso concettuale è la continua verifica - che diviene ossessiva - delle mie emozioni. Sicuramente trattasi di un'auto analisi rigorosa, tramite la quale percorro e riconosco alcune peculiarità del mio carattere non facile.
Ben venga l'arte come mezzo di auto analisi, o viceversa.
Errato Percorso Concettuale: questa espressione corrisponde, per ciò che mi riguarda, al riconoscimento di appartenere alla esistenza umana samsarica che continuamente e vorticosamente produce e riproduce a catena le stesse azioni involutive.
Per altro le contaminazioni che esercitiamo e subiamo in tutti i campi sono prolifiche in modo naturale.
Le vite passate dei nostri predecessori, le nostre rinascite hanno sempre assorbito e ampliato ogni esperienza dello scibile umano. Dalla scienza alla musica, la letteratura, l'arte ecc.
Tornando all'arte, credo che si stia continuando a giocare come bambini inconsapevoli su un terreno che ci appartiene solo in parte, in cui sovrapponiamo le emozioni delle vite passate alle nostre attuali producendo opere belle e/o brutte che contageranno le generazioni future.
E così via.

Visual and aesthetic research are not my only guides to the "artistic work". The true author of my wrong conceptual path is my emotional continuous check becoming obsessive. Surely, it is about a rigorous self-analysis, through which I explore and recognize some peculiarities of my difficult character.
Art is welcome as a self-analysis mean, or vice versa.
Wrong Conceptual Path: corresponds, from my point of view, to the recognition that I belong to a human samsaric existence that produces again and again, in whirs, continuously and consequently the same regressive actions.
In addition, the contaminations we practise and suffer in every field are prolific in a natural way.
Our predecessors' previous lives, our rebirths have always absorbed and widened every experience of the sum of the human knowledge, from science to music, from literature to art...
Going back to art, I believe that we are going on playing like unconscious kids on a ground that only in part belongs to us, on which we overlap previous emotions to our current lives producing beautiful and/or ugly art works which will infect the next generations.
And so on.

 

IL LINGUAGGIO / THE LANGUAGE OF GIANNI OTR Savino Marseglia

Il linguaggio dell'artista trova le proprie origini in un percorso di ricerca che, nell'ambito proprio del medium fotografico indaga criticamente le prospettive della percezione visiva.
Nello specifico vediamo come lo spazio d'azione si caratterizzi come modalità relazionale e di azione collettiva, rispetto alla comune sensibilità di recepire il linguaggio visivo. L'artista ricrea in chi guarda uno stato d'instabilità percettiva.
I media creati dall'artista investono la complessità della percezione visiva creando un'insolita relazione tra l'artista, lo spettatore e l'ambiente circostante.
Un'opera che produce una mimesi nelle infinite e mobili forme della natura, un'originale installazione che vuole proporre l'inedito modello culturale per l'uomo contemporaneo che attraverso le potenzialità nascoste della natura e il mezzo artistico può recuperare una dimensione vitale più profonda e rigenerante. Le sue sculture riflettenti hanno la straordinaria capacità di interagire con lo spettatore che, reso parte attiva dell'opera, il cui punto di vista diviene l'opera stessa nella sua realizzazione finale in un arricchimento continuo tra l'artista ed il suo pubblico.
The artist's language finds its origines in a research path that, in the proper field of photographic medium, investigates in a critical way the perspectives of visual perception.

Specifically we see like the action space is characterised as relationship modality and collective action, compared to a common sensibility to incorporate the visual language. The artist recreates in the viewer a state of perceptive instability.
The media works created by the artist incorporate the complexity of visual perception creating an unusual relationship between the artist, the viewer and the surrounding environment. A work that produces a mimesis in the endless and movable shapes of nature, an original installation that would like to propose the unprecedented cultural model for the contemporary man that through hidden potentialities of nature and the artistic medium could regain a vital dimension, a deeper and more regenerating one.
His reflective sculptures have the extraordinary capacity to interact with the viewer that, made an active part of the work, whose point of view becomes the work itself in its final accomplishment in a continuous enrichment between the artist and his audience.


Finito di stampare per conto di con-fini edizioni da Grafica Metelliana – Cava de’ Tirreni (SA) nel Febbraio del 2013 Printed in Italy
Con-fine rispetta l’ambiente. La Collana Passeurs è stampata su carta Fedrigoni certificata.

 

Per Riceverlo

Principali esposizioni